Sono una ligure di adozione. Ebbene sì, non pensavo che l’avrei mai detto, ma tant’è. Fino a prima della quarantena mi presentavo sempre dicendo di essere una torinese provvisoriamente, da circa 10 anni, in Liguria.

Nella mia Torino l’arrivo della primavera non passa inosservato perché veste di un tenero verde allegro i numerosi alberi che scorrono veloci quando si percorrono i lunghi viali che attraversano la città. Ed ho sovente sottolineato il fatto che qui in Liguria, con ‘sto fatto che la vegetazione è rigogliosa praticamente per tutto l’anno, non si percepisca molto il passaggio tra una stagione e l’altra.

Ma quest’anno dalla primavera forzatamente ligure, il giorno in cui ho sentito i ranocchi in amore mi ha preso un groppo alla gola e… mi sono sentita a casa, ebbene sì, questo simpatico gracidare che inizia al calar del sole e che continua fin dopo mezzanotte, unitamente ai profumi inebrianti di gelsomini e zagare, mi hanno definitivamente conquistato ed assegnato quel senso di appartenenza che ancora non sentivo.

E così ho definitivamente accettato di appartenere ANCHE alla Liguria, oltre che alla mia regione di origine, il Piemonte. All’improvviso, facendo un po’ di bilanci, devo riconoscere di avere al mio attivo molte nuove amicizie, conquistate con un po’ più di fatica, d’accordo, ma forse anche un po’ per colpa mia che mi sentivo così sabaudamente superiore.

E tutto questo tripudio di natura, i ranocchi, il verde chiaro, i fiori bianchi mi hanno ispirata per rappresentare il logo Ravizzotti in versione primaverile.