… nonostante il COVID!

In me batte un cuore torinese che continua a palpitare per la sua città di origine, Torino.

Ormai sono parecchi anni che vivo in Liguria, ma mi sento sempre un po’ in una specie di soggiorno provvisorio che sta tirando per le lunghe.

A febbraio però mi succede una cosa strana, improvvisamente mi sento molto felice quando si approssima la data del nostro Festival nazional-popolare e, cosa incredibile, mi sento orgogliosa dei servizi giornalistici che passano in TV, infantilmente gioiosa di riconoscere gli scorci inquadrati tanto mirabilmente da far sembrare la via dell’Ariston, Corso Matteotti, una zona spaziosissima, quando invece nella realtà non lo è affatto. E penso: Sanremo in eurovisione, caspita!

Ravizzotti | Sanremo 2021

I negozi che addobbano le vetrine a tema musicale, dai pasticceri con le note di cioccolato ai vari negozi con dischi in vinile tra i vestiti ed i gioielli, le copertine di dischi famosi nei ristoranti e nelle librerie, nei bar e nelle gelaterie. Luminarie festose drappeggiano il cielo notturno. Il festival è ovunque.

Vedere i tir della RAI in Piazza Colombo sostare già a partire da metà gennaio mi fa sentire partecipe privilegiata del lavoro dietro alle quinte che solo NOI che viviamo in zona limitrofa a Sanremo conosciamo.

E così, alla chetichella, mi sento un po’ ligure…

Anche se quest’anno non si potrà stare accanto alla passerella di tappeto rosso davanti all’Ariston, anche se non ci saranno gruppi di fans a caccia dei cantanti a cui rubare un selfie (al posto del caro vecchio un autografo!).

Perché… SANREMO È SEMPRE SANREMO!